Ddl semplificazione, CoLAP: “Rendere più fluidi i rapporti tra professionisti e pubblica amministrazione”

Ddl semplificazione, CoLAP: “Rendere più fluidi i rapporti tra professionisti e pubblica amministrazione”

A due giorni dall’approvazione in Consiglio dei ministri del Ddl semplificazione, si constata un grande vuoto, la sostanziale assenza di misure direttamente rivolte a professionisti e imprese che possano considerarsi effettivamente semplificatorie.

“Per quanto consapevoli che questo provvedimento affronti solo alcuni dei passaggi imposti dal Pnrr-dichiara il Presidente del CoLAP Nicola Testa-e per quanto apprezziamo le parole del Ministro Zangrillo sulla PA capace di erogare servizi a cittadini e imprese, e sulla bontà dell’annuncio di semplificare entro l’anno 200 adempimenti dei 600 previsti a fine 2026, non è abbastanza.  Bobbiamo avere bene chiaro di cosa hanno bisogno i professionisti e le imprese, ad esempio di rapporti più fluidi con le Pa per la gestione di un problema o per un lavoro. Solo per fare un esempio, se pensiamo all’Inps, ad oggi è un problema anche solo avere un contatto, figuriamoci poi gestire una pratica o un contenzioso. E in questo caso non parliamo di pratiche ma di creare un rapporto di vicinanza che oggi, in talune amministrazioni, non esiste o è del tutto inefficace.  Il tema della semplificazione deve essere inteso in maniera multidisciplinare, possiamo infatti parlare di semplificazione anche in materia di fisco. Occorre risolvere al più presto la questione della doppia contribuzione previdenziale per taluni ambiti e occorre trovare un allineamento sulle aliquote di pagamento previdenziali che oggi creano discriminazioni tra professioni.  Stop a differenziazioni tra casse e gestioni, cento euro versate per la previdenza da un commerciante sono uguali a cento euro versati da un artigiano o un soggetto che versa alla gestione separata. Questi temi prima ancora di riguardare l’uguaglianza, riguardano la semplificazione o, meglio, la sua mancanza. Il Ministro Zangrillo ci troverà sempre disponibili al confronto-conclude Testa- coinvolgere le associazioni, oltre che un dovere, è anche l’unico modo per varare delle norme che si calino realmente nella realtà quotidiano di imprese e professionisti, ma serve che siano ascoltate tutte e in particolare chi esprime la voce degli inascoltati per eccellenza, ovvero i professionisti e i piccoli imprenditori”.