CoLAP in Commissione Giustizia: “La riforma delle professioni sia una leva per l’innovazione, non per il corporativismo”
30 Settembre 2026
Il CoLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali) è stato audito oggi presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del DDL di “Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali”. (VIDEO AUDIZIONE)
Nel corso dell’audizione, il Coordinamento ha ribadito la necessità di uno sguardo d’insieme sull’intero mondo delle professioni, affinché gli interventi normativi non penalizzino l’innovazione e la libera concorrenza, né comprimano gli ambiti operativi delle professioni associative.
«Il sistema delle professioni, oggi riconosciuto come strutturato in forma duale, dovrebbe essere considerato sempre nel suo complesso e valorizzato unitariamente come un asset strategico per lo sviluppo economico e sociale, al pari di altri comparti produttivi, superando differenziazioni che non favoriscono il progresso né l’innovazione del sistema Paese», ha dichiarato Nicola Testa, Presidente del CoLAP.
Il CoLAP ha espresso condivisione per gli obiettivi di modernizzazione e coordinamento volti a superare sovrapposizioni e incertezze applicative, evidenziando tuttavia come il riordino non debba tradursi in un ampliamento automatico delle riserve di legge a favore degli iscritti agli albi.
«L’interesse pubblico alla qualità delle prestazioni e alla tutela degli utenti può giustificare una regolamentazione, ma non ogni forma di regolamentazione è per ciò stesso necessaria», ha sottolineato il Presidente Testa. «Quando una disposizione incide sull’accesso a un’attività economica o sul suo esercizio, occorre verificare se l’obiettivo perseguito possa essere raggiunto con strumenti meno restrittivi. In tal senso, assume un rilievo centrale la Direttiva (UE) 2018/958 sul test di proporzionalità, che impone una valutazione preventiva prima di introdurre o modificare norme limitative. Inoltre non possiamo pensare di costruire delle nuove riserve senza apposite leggi, introducendo concetti poco chiari come: competenza specifica, o attività riservate o comunque attribuite in via non esclusiva. Dobbiamo fare norme chiare che non lascino libertà di interpretazione. Non vogliamo una espansione indiretta del perimetro di attività ordinistiche verso attività che oggi sono libere»
Il CoLAP ha infine ricordato come anche la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea imponga un’interpretazione restrittiva delle riserve di attività, confermando che eventuali limitazioni non possono essere giustificate dalla mera tutela di assetti professionali esistenti, ma unicamente da un’effettiva e dimostrabile tutela dell’interesse generale.