Autonomia Differenziata e Professioni Associative: il CoLAP solleva il rischio di frammentazione e chiede il pieno riconoscimento della Legge 4/2013
21 Maggio 2026
Autonomia Differenziata e Professioni Associative: il CoLAP in audizione presso la Conferenza delle Regioni solleva il rischio di frammentazione e chiede il pieno riconoscimento della Legge 4/2013
Si è tenuta l’audizione del CoLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali) presso la XI Commissione Lavoro e Formazione Professionale della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Al centro del confronto, le forti perplessità del Coordinamento sul destino delle professioni associative “non regolamentate” alla luce dell’attuazione dell’Autonomia Differenziata.
La legge sull’Autonomia Differenziata assegna maggiori competenze alle Regioni. Tra le varie materie che possono essere oggetto di trasferimento figurano anche le Professioni, e il CoLAP esprime profonda preoccupazione per il destino e la tutela delle professioni associative “non regolamentate” all’interno di questo nuovo assetto. Sebbene nel corso del tempo molte Regioni abbiano legiferato nel tentativo di ordinare questo sistema, l’esperienza dimostra che, salvo pochissimi casi isolati, tali interventi hanno prodotto scarsi risultati concreti per i professionisti coinvolti.
Il CoLAP ha espresso il proprio formale ringraziamento alla XI Commissione Lavoro e Formazione Professionale, al coordinatore Dr. Alberto Lenzi e a tutti i membri per l’attenzione dedicata alle istanze del Coordinamento.
«Abbiamo chiesto con fermezza il pieno riconoscimento della Legge 4/2013 come secondo pilastro professionale del Paese, specificando che tale realtà non deve assolutamente essere confusa con il lavoro autonomo in generale», ha dichiarato Nicola Testa, Presidente del CoLAP. «Nel Paese abbiamo un sistema duale e questo deve emergere con assoluta chiarezza, cosa che fino ad oggi non è mai avvenuta se non in pochissime occasioni. È fondamentale che questo sistema sia riconoscibile per il consumatore, affinché possa orientarsi con trasparenza nell’acquisto di un servizio e nella valutazione di una prestazione; si tratta di garanzie che la Legge 4/2013 già assicura a tutti i cittadini e su questo fronte le Regioni possono fare molto».
Le Regioni rappresentano il punto di approdo e l’interlocutore più vicino per moltissimi professionisti che operano sul territorio, spesso collaborando a stretto contatto o a fianco della stessa Pubblica Amministrazione. Per questa ragione, il CoLAP ritiene indispensabile avviare un confronto costante con le istituzioni regionali: questo invito costituisce l’avvio di un percorso sinergico e non una conclusione, finalizzato a costruire quella piena riconoscibilità che ancora oggi manca da parte del legislatore nei confronti delle professioni associative.
Per rispondere a queste esigenze, il CoLAP ha presentato alla Conferenza delle Regioni un pacchetto di proposte concrete, a partire dall’istituzione di tavoli di confronto permanente tra l’amministrazione regionale e le rappresentanze e dalla previsione di accreditamenti semplificati per le associazioni professionali iscritte presso il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), a cui la Legge 4/2013 assegna un importante delega. Tra le richieste figurano inoltre l’eventuale attivazione di registri professionali per i professionisti qualificati e la reale riconoscibilità dei professionisti della Legge 4 nei bandi pubblici, superando la generica descrizione di “professionisti” per dare dignità alle singole competenze. Il Coordinamento propone poi di favorire una stretta sinergia con i Centri per l’Impiego per diffondere la conoscenza di questo panorama professionale verso le nuove generazioni di lavoratori, lo stanziamento di voucher spendibili verso le prestazioni di questo mondo professionale, una collaborazione sempre più stretta con la Regione e la piena valorizzazione delle associazioni professionali.
«Le professioni, tutte, favoriscono lo sviluppo economico, l’occupazione e il benessere collettivo», ha concluso il Presidente Nicola Testa. «Per questo motivo devono essere considerate a tutti gli effetti un asset strategico di questo Paese e ricevere, di conseguenza, la corretta attenzione politica e legislativa».