CoLAP alla Camera: “Il sistema della rappresentanza deve essere aperto, no alla compressione del pluralismo”
13 Maggio 2026
CoLAP alla Camera: “Il sistema della rappresentanza deve essere aperto, no alla compressione del pluralismo”
Il CoLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali) è stato audito in data odierna presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 62 del 2026, recante disposizioni urgenti in materia di salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto del caporalato digitale.
In apertura di intervento, il CoLAP ha posto l’accento sul tema della rappresentanza, sottolineando come essa debba fondarsi sulla possibilità di delegare la propria fiducia in modo libero. “Se cade questo principio costituzionale, rischiamo un sistema che rafforza le corporazioni a scapito dell’efficacia che uno strumento di legge deve mettere a disposizione del sistema economico”, ha evidenziato il Presidente Nicola Testa. Il CoLAP ha ribadito la netta contrarietà ai contratti pirata e al dumping contrattuale; allo stesso tempo, è stata espressa la ferma volontà di non delegare a terzi una contrattazione collettiva che, fino ad oggi, è stata predominio incontrastato di pochi soggetti. L’obiettivo deve essere un sistema aperto, serio e chiaro, capace di restituire al Paese la modernità necessaria.
Nel corso dell’audizione, è stato inoltre evidenziato come il provvedimento, pur affrontando temi centrali per il mercato occupazionale, ignori completamente il comparto del lavoro autonomo professionale: nessuna delle disposizioni contenute nell’articolato riguarda infatti direttamente i professionisti ex Legge 4/2013.
“Questa impostazione appare limitativa perché il lavoro dipendente e quello autonomo non sono mondi separati” ha dichiarato Nicola Testa. “Molti dei lavoratori dipendenti cui il decreto intende dare sostegno operano all’interno di studi professionali, attività e organizzazioni guidate proprio dai professionisti che rappresentiamo. Ignorare il lavoro autonomo professionale significa quindi trascurare una parte essenziale dell’ecosistema occupazionale del Paese, dimenticando che anche questo settore necessita di strumenti di sostegno per rimanere competitivo e investire nell’aggiornamento continuo delle competenze.”
La formazione permanente rappresenta oggi l’unico vero strumento che consente al professionista di mantenere la propria occupabilità e di rispondere efficacemente ai cambiamenti del mercato. Per questa ragione, il CoLAP ha riproposto all’attenzione del legislatore la possibilità per i liberi professionisti di accedere ai fondi interprofessionali per finanziare la propria formazione, dato che attualmente questi lavoratori sono chiamati a sostenere integralmente e autonomamente i costi del proprio aggiornamento.
“In una fase storica caratterizzata da rapide trasformazioni economiche e organizzative, consentire ai professionisti di investire nella formazione significa rafforzare la competitività del sistema produttivo nel suo complesso” ha concluso il Presidente Nicola Testa. “Occorre quindi estendere l’accesso ai fondi interprofessionali anche ai professionisti, e non soltanto ai loro dipendenti, prevedendo la destinazione dello 0,30 per cento all’interno del contributo previdenziale già versato. La nostra proposta mira a favorire percorsi di incremento delle competenze per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell’Inps senza comportare nuovi oneri per la finanza pubblica, ma utilizzando in modo più efficace risorse già esistenti.”