CoLAP: “Professionisti grandi assenti nel Decreto 1° Maggio”

4 Maggio 2026

CoLAP: “Professionisti grandi assenti nel Decreto 1° Maggio”

Nicola Testa: “Bene le misure di equità inserite nel Decreto, ma quando si parla di lavoro, non si parla solo di dipendenti”

 

Il CoLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali), per voce del suo Presidente Nicola Testa, esprime una valutazione chiaroscurale in merito al recente Decreto 1° maggio. Se da un lato il provvedimento propone correttivi necessari e condivisibili, volti a favorire la parità di genere e il necessario sostegno ai salari, dall’altro conferma una costante che vede l’assenza del lavoro autonomo professionale, che al contrario dovrebbe essere centrale nel dibattito sulla crescita e lo sviluppo del nostro Paese, unico vero obiettivo comune a tutti. Professione è uguale a Impresa!

Il CoLAP sottolinea come l’impianto del decreto rimanga ancorato a una visione “dipendente-centrica”. Secondo Testa, è fondamentale comprendere che il mercato del lavoro odierno è un ecosistema complesso, alimentato da competenze trasversali e flessibilità, e non può più essere ridotto alla sola e tradizionale dicotomia tra azienda e lavoratore subordinato, tra l’altro anche il professionista assume pertanto è anch’esso titolato a parlare di questi temi e a intervenire nella discussione oltre che nella contrattazione. 

“Apprezziamo l’impegno del Governo sul fronte delle assunzioni e della parità,” dichiara il Presidente del CoLAP, “ma dobbiamo constatare, ancora una volta, che il libero professionista resta il grande assente di questa riforma. Limitare gli incentivi e le tutele esclusivamente all’ambito del lavoro dipendente significa ignorare deliberatamente una fetta produttiva vitale, capace di generare valore, innovazione e una parte significativa del PIL nazionale.” Il CoLAP evidenzia come il decreto sembri trascurare le sfide quotidiane dei professionisti, dalla mancanza di incentivi strutturali per la digitalizzazione e la formazione continua, all’assenza di ammortizzatori sociali e forme di welfare che tengano conto della specificità del lavoro autonomo.

In conclusione, Nicola Testa ribadisce l’apertura del CoLAP a ogni forma di dialogo e la necessità di un cambio di paradigma che riconosca al professionista lo status di operatore economico a pieno titolo, un riconoscimento che nel mercato già è realtà da molto tempo. “Non chiediamo privilegi, ma una pari dignità normativa che rispecchi i cambiamenti reali del mercato, e di poterci sedere a quel tavolo dove tutto questo si discute e si costruisce” conclude Testa.