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20171117 - IL SOLE 24 ORE - Professionisti, nei contratti arriva l’equo compenso

Tutti i professionisti hanno diritto a un equo compenso. La Commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento alla legge di conversione del decreto fiscale che stabilisce il diritto a un compenso minimo al di sotto del quale non si potrà scendere che deve essere «proporzionato alla qualità e quantità del lavoro». Per gli avvocati, il riferimento saranno i parametri stabiliti con il Dm 55/2014 utilizzati dai tribunali; per le altre professioni ordinistiche valgono i parametri utilizzzati dai tribunali mentre per le professioni ex legge 4/2013 questo aspetto resta da chiarire

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20171117 - IL MATTINO - Statali e professionisti, arriva l'equo compenso per tutti. Madia, Fatta giustizia

Mai più contratti 'capestrò, prestazioni al 'massimo ribassò, o incarichi pubblici banditi per la (simbolica) cifra di un euro. È ciò a cui intende porre fine la norma sull'equo compenso per le prestazioni dei professionisti iscritti ad Ordini e Collegi e riuniti in associazioni, valida sia per clienti privati, sia quando il committente è la Pubblica amministrazione. Ad approvarla la Commissione Bilancio del Senato, che ha dato il via libera all'emendamento riformulato del relatore Silvio Lai (Pd): il testo in origine tutelava i servizi degli avvocati nel contenzioso con le parti «forti», ossia banche, assicurazioni e grandi imprese, poi il raggio d'azione è stato esteso a tutti gli autonomi. La norma prende come punto di riferimento, per definire soglie di remunerazione al di sotto delle quali non è possibile scendere, per i professionisti regolamentati i parametri giudiziari (usati dai magistrati per dirimere le controversie) emessi dai ministeri vigilanti degli Ordini, mentre per le altre categorie occorrerà individuare modalità di determinazione dei compensi. Il provvedimento riguarda circa «4,4 milioni» di persone, visto che, ha ricordato la presidente del Colap (Comitato libere associazioni professionali) Emiliana Alessandrucci, le categorie non regolamentate hanno «circa 3 milioni di soggetti» e gli ordinistici sono oltre 1,4 milioni

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20171113 - LA REPUBBLICA - Pensioni, si avvicina lo sciopero della CGIL

Pensioni, si avvicina lo sciopero CGIL. CìScontro generazionale

20171117 - Fasi.it - Decreto fiscale - equo compenso per tutti i professionisti

Un emendamento alla legge di conversione del decreto fiscale n. 148-2017 assicura il diritto all'equo compenso a tutti i professionisti.

Ddl Sacconi Equo compenso – cosa ne pensano i professionisti

Legge Bilancio 2018 – salta equo compenso per soli avvocati

Andando oltre il disegno di legge del ministro della Giustizia Orlando per l'equo compensonelle professioni legali e il ddl Sacconi all'esame del Senato per la tutela dei professionisti iscritti a ordini e collegi, l'emendamento approvato dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama, nell'ambito del ddl di conversione in legge del decreto fiscale, stabilisce il diritto a una retribuzione minima, commisurata alla qualità e alla quantità del lavoro svolto, per tutti i professionisti, ordinistici e non

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20171113 - IL SOLE 24 ORE - Dal mondo delle associazioni parte una petizione per l’equo compenso su change.org

Un appello per l'equo compenso dei professionisti sbarca oggi su change.org, la piattaforma web delle petizioni online.
Prima della sua pubblicazione gli ideatori avevano già raccolto più di 160 firme nel mondo dell'associazionismo professionale. L'idea è nata un po' per caso da un post su Facebook che commentava la sentenza 4614 del Consiglio di Stato del 3 ottobre. Una sentenza che ha sdoganato un bando che prevedeva per il professionista il compenso simbolico di un euro.
Il tema è noto nelle stanze del legislatore. Esistono diverse propose allo studio per introdurre l'equo compenso, una è il disegno di legge proposto dall'onorevole Sacconi attualmente in discussione presso la Commissione lavoro del Senato
L'appello firmato da Rosangela Lapadula, consulente aziendale e nato nel mondo delle associazioni vuole andare oltre la proposta Sacconi, che ha – secondo i proponenti – due limiti: non fa distinzioni tra committenti grandi o piccoli, Pa e consumatori finali, e obbliga il professionista a passare da un tribunale per vedersi riconosciuta la parcella. 

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