CoLAP, DDL Riforma Ordinamenti Professionali: “Servono confini e definizioni chiare per evitare sovrapposizioni e futuri contenziosi”

30 Luglio 2026

In arrivo nell’aula del Senato il disegno di legge delega per la riforma degli ordinamenti professionali. Un passaggio fondamentale per il Paese che, come evidenziato da più parti sulla stampa in questi giorni, potrà portare a un auspicato e necessario ammodernamento del sistema.

Trattandosi di una riforma relativa alle professioni ordinistiche, l’intervento non riguarda direttamente il CoLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali), che rappresenta il secondo pilastro del sistema professionale italiano: quello delle professioni associative non organizzate in ordini o collegi, riconosciute e regolamentate dalla Legge 4/2013. Ciononostante, il Coordinamento segue con estrema attenzione l’iter normativo per le dirette ricadute sul mercato del lavoro.

A destare preoccupazione sono infatti alcune recenti ricostruzioni e dichiarazioni apparse sugli organi di informazione, che riportano espressioni ambigue legate ai concetti di esclusività e competenze.

“Siamo felici che si proceda verso un ammodernamento del sistema professionale italiano”, dichiara Nicola Testa, Presidente del CoLAP. “Tuttavia, leggere su alcuni articoli di stampa affermazioni che parlano di ‘compiti riservati, anche in via non esclusiva, ci costringe a mantenere altissima l’attenzione. È superfluo ribadire che le attività riservate si stabiliscono solo con leggi dello Stato, e non ci pare che al momento ci si trovi in questo ambito. Ridefinire i parametri di una professione attraverso i concetti di ‘skill e mansioni’ rischia di far uscire il testo dall’alveo delle riserva di legge, introducendo prerogative esclusive in via indiretta che genererebbero gravissime ambiguità interpretative.”

Secondo il CoLAP, una legge efficace deve saper reggere alla prova del tempo. Risulta quindi indispensabile che il legislatore formuli la proposta con la massima chiarezza fin da subito, per evitare che in futuro si generino contenziosi, arbitrarietà o sovrapposizioni, anche involontarie.

“Affermare che il DDL punti a ‘circoscrivere attività e compiti riservati a ciascuna professione anche non in via esclusiva’ ci obbliga a porre una domanda chiara: a cosa ci stiamo riferendo esattamente?”, prosegue il Presidente Nicola Testa. “Chiediamo un elenco preciso di queste attività, dalla più elementare alla più articolata. Restare nell’ambito delle mere affermazioni di principio significa rischiare l’anarchia o l’abuso. Un chiaro campanello d’allarme è già visibile nelle tensioni emerse nell’ambito delle attività giuslavoristiche tra commercialisti e consulenti del lavoro su alcuni punti operativi della norma.”

I professionisti della Legge 4/2013 operano quotidianamente in aree strategiche, dai servizi tecnici ed amministrativi fino ai servizi alla persona, alla cultura e alla formazione,  lavorando spesso in stretta filiera e sinergia con i professionisti del sistema ordinistico.

“Il nostro obiettivo non è rendere esclusivi o meno determinati ambiti, ma capire nel dettaglio chi potrà fare cosa”, conclude Testa. “Noi siamo professionisti riconosciuti da una legge dello Stato e chiediamo di comprendere con la massima trasparenza in che modo questa riforma andrà a impattare e a toccare determinati ambiti operativi.”