L'Antitrust boccia l'equo compenso per tutti i professionisti: il testo è migliorabile!

Roma, 28 novembre 2017 – Ieri pomeriggio l’Antitrust, con una nota indirizzata ai Presidenti delle Camere, ha espresso parere negativo al d.l. 148/2017, legge di conversione del decreto fiscale, all’esame della commissione bilancio della Camera, con riferimento anche all’art. 19 quaterdecies in tema di introduzione dell’equo compenso nei rapporti tra professionisti e grandi clienti, compresa la P.a . L’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, evidenzia, in sintesi come la norma, nella misura in cui collega l'equità del compenso ai parametri tariffari contenuti nei decreti citati reintroduca di fatto i minimi tariffari.

“La proposta CoLAP – esordisce la Presidente Alessandrucci –  proprio per evitare un ritorno, o quantomeno una tentazione di ripristino delle tariffe, è sempre stata un equo compenso definito da diversi parametri (esperienze, competenze, professionalità, etc) discussi all'interno di un tavolo (ex legge 81/17 art 17) interministeriale e professionale. Il riferimento ai decreti ministeriali effettivamente potrebbe ricondurre al concetto di tariffa, già abolita e i cui effetti deleteri, soprattutto per i giovani sono indiscussi".

" Ribadiamo - continua Alessandrucci - che il rapporto tra professionista e PA è estremamente sbilanciato; la PA resta il cliente più avaro, più impenetrabile e più insolvente, su questo occorre porre un rimedio. Dobbiamo evitare i bandi a costo zero per limitare il precariato professionale e lo sfruttamento. La sentenza del Consiglio di Stato sulla questione del comune di Catanzaro con bandi a 1 Euro non solo è inaccettabile, ma rischia di provocare effetti pericolosi, avallando la tesi che si può, anzi si deve lavorare gratis per farsi curriculum: se non è sfruttamento questo? "

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