Il disegno di legge sull'equo compenso è confuso, inadeguato e inappropriato. La norma è da riscrivere

Roma, 24/11/2021. Il testo del disegno di legge sull’equo compenso è confuso, incoerente e inappropriato. Non solo non verrà garantita una tutela, ma anzi sarà definita un’impostazione vessatoria nei confronti dei professionisti assolutamente ingiustificabile. Dopo anni di attesa, in sostanza, ci troviamo con un testo che non è adeguato e che rischia di portare più svantaggi che benefici. Questa la posizione della presidente del CoLAP Emiliana Alessandrucci, intervenuta oggi in audizione in commissione giustizia al Senato per discutere del disegno di legge che andrà a modificare la norma sull’equo compenso.

“Siamo molto preoccupati”, le parole della presidente del CoLAP, “perché ci troviamo di fronte a un provvedimento confuso e inadeguato. La norma era stata pensata inizialmente per gli avvocati e questo comporta la presenza di riferimenti ambivalenti e fuorvianti, che renderebbero necessaria una completa riscrittura del testo. L’impianto normativo è quindi complesso e inappropriato; occorre rivedere il modello di riferimento per renderlo più semplice. Si rischia altrimenti di creare discriminazioni maggiori di quelle esistenti. L’applicazione delle tutele, inoltre, è prevista solo “ex post”, ovvero in un momento successivo alla contrattazione. Se la norma nasce per sanare uno squilibrio di potere contrattuale, non riuscirà certo a farlo con queste modalità, che andranno invece a vessare la parte più debole della relazione professionale”.

La presidente del CoLAP ha poi illustrato le altre criticità del testo, dalla sua incoerenza “l’articolo 1 fa riferimento alle professioni ai sensi della legge 4/2013, che vengono poi completamente ignorate negli articoli successivi”, alla trasformazione operata sul mandato di ordini e collegi “ai quali vengono assegnati nuovi poteri che esulano, e forse sono addirittura in contrasto, con quella che è la loro funzione”. Un’ultima riflessione, infine, è stata fatta sul metodo di lavoro: “il testo è stato frettolosamente approvato alla Camera senza nessuna interlocuzione con le parti interessate e inviato alla commissione giustizia del Senato in sede redigente: i processi democratici utili ai professionisti richiedono un iter inclusivo, fatto di contraddittorio e dibattito”, ha concluso la presidente Alessandrucci. Il Coordinamento ha quindi depositato le proprie proposte di modifica alla commissione, sperando in un intervento rapido e risolutivo.

 

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