L'equo compenso così non serve. Anzi, rischia solo di essere dannoso

Roma, 14/10/2021. Equo compenso sbagliato, frutto di una cattiva politica. Ieri la Camera dei deputati ha approvato in fretta e furia il provvedimento, dopo mesi di stallo ingiustificato. Tempi brevissimi per la discussione che non hanno permesso di migliorare un testo che, così come scritto, rischia di creare più disagi che benefici ai professionisti. Tutte le associazioni professionali, infatti, sono in protesta per le modalità con cui si è scelto di agire, oltre che per gli errori e le mancanze del provvedimento, sottolineate da mesi e a più riprese dal CoLAP.

“Non si capisce chi ha voluto questo provvedimento, visto che per come è scritto va a penalizzare i professionisti”, le parole della presidente del CoLAP Emiliana Alessandrucci. “Da censurare, inoltre, anche le tempistiche e le modalità attuate dal governo: il testo era stato presentato a giugno e già bocciato dalla rappresentanza professionale perché inadatto. Ora, dopo mesi di silenzio, la Camera ha deciso di chiudere in due giorni, forzando anche il calendario parlamentare. Una fretta ingiustificata dopo uno stallo di mesi altrettanto senza senso. È necessario che il governo intervenga dando ascolto alle proposte del mondo professionale, che da anni chiede una reale tutela dei propri compensi e il rispetto della propria attività lavorativa”.

Come già sottolineato a giugno, il testo presenta notevoli criticità. Molti punti sono confusionari e ambigui: sembra un sistema disegnato sulle professioni ordinistiche ed è necessaria maggiore chiarezza sulla questione parametri e la definizione degli stessi per i professionisti associativi. Inoltre, resta ancora incompleto il coinvolgimento della Pa, visto che dalla norma sono escluse le partecipate e gli agenti di riscossione.

“L’augurio è che il ministro Orlando intervenga per sanare le problematiche”, conclude la presidente Alessandrucci. “Tutto ciò si sarebbe evitato con un maggiore ascolto di chi davvero conosce le esigenze dei professionisti. Ci mettiamo, ancora una volta, a disposizione della politica per suggerire i correttivi necessari”.

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