Riaprire con queste modalità non significa tornare al fatturato precedente. I sostegni non si devono fermare.

Il monito dei professionisti al Governo. Riaprire con queste modalità non significa tornare al fatturato precedente, per molti settori la crisi durerà almeno fino a fine anno. I sostegni non si devono fermare e devono essere aumentati gli importi per coloro che non rientravano tra i beneficiari dei ristori precedenti.

 

Roma, 27/04/2021. Nella settimana delle riaperture, il CoLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali) invita il Governo a tenere alta l’attenzione verso un mondo, quello dei professionisti, che rischia di essere lasciato indietro un’altra volta. Se è vero che gli allentamenti delle restrizioni sono un segnale positivo di graduale ritorno alla vita pre-pandemia, non è altrettanto vero che tutti i settori torneranno a lavorare. E tantomeno lo potranno fare a regime nei prossimi mesi.

“Come abbiamo ribadito più volte nell’ultimo anno” dichiara la Presidente del CoLAP Emiliana Alessandrucci, “la realtà del lavoro autonomo richiede un piano ad ampio respiro e a lungo termine per garantire una vera ripresa. Nonostante le riaperture, il 70% dei nostri associati tornerà a livelli di fatturato pre-covid non prima di fine anno. Ciò avviene”, continua la presidente Alessandrucci, “principalmente per due motivi: da una parte, la natura stessa di alcune professioni, che necessitano di alcuni mesi per mettere in moto la propria attività. Dall’altra, il problema della fatturazione: in Italia una partita iva si confronta nella maggior parte dei casi con una situazione per cui se lavori oggi incasserai non prima di 3 o 6 mesi. Ancora una volta”, conclude la presidente del CoLAP “chiediamo al Governo un incontro per un confronto; siamo ancora in tempo per evitare che una parte fondamentale del sistema produttivo venga abbandonata”.

Fiere, congressi, ma anche gli spettacoli e i professionisti che lavorano con le scuole, questi alcuni esempi di settori che non vedranno la luce verosimilmente prima di fine anno. Il Governo non può lasciarli soli; bene gli investimenti in politiche attive e formazione presenti nel PNRR, ma sono interventi di lungo periodo. Abbiamo invece lavoratori che hanno ancora bisogno di aiuto nell’immediato, che magari hanno attinto ai propri risparmi per sopravvivere alla pandemia, che non fatturano da mesi e non riusciranno a farlo in tempi brevi. Riaprire non risolverà per tutti la crisi di liquidità, il vero problema che ci attende. Occorre intervenire subito. 

 

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