Proposte CoLAP al Decreto Legge Aprile

 

PROPOSTE COLAP AL DECRETO LEGGE APRILE
Proposte a supporto dei professionisti associativi ex legge 4/2013

Proposte CoLAP

1)ESTENSIONE INDENNITÀ PROFESSIONISTI E LAVORATORI CON RAPPORTO DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA

MOTIVAZIONE: L’art.27 del decreto Cura Italia prevede l’indennità di 600 euro in favore dei
professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa limitatamente al
mese di marzo 2020.La permanenza della situazione di emergenza e delle conseguenti misure di
contenimento non consentono, allo stato, la ripresa dell’attività professionale, immobilizzando il
mercato e la produzione di reddito. Con l’attuale previsione, i professionisti si troverebbero ad
affrontare i mesi futuri privi di entrate e di forme di sostegno. E’ di primaria importanza, pertanto,
estendere la previsione dell’indennità di cui all’art.27 del decreto Cura Italia fino al mese di giugno 2020,
data alla quale, presumibilmente, si potranno vedere i primi segnali di ripresa delle attività.


PROPOSTA: Ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai
lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti
alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di
pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità mensile,
fino al mese di giugno 2020, pari a 600 euro. L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla
formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.


2)SUPPORTO ALLA INNOVAZIONE E ALLA FORMAZIONE PER NUOVE COMPETENZE PER IL PROFESSIONISTA.


MOTIVAZIONE: L’obiettivo dell’emendamento è diffondere innovazione e competenze nel lavoro
autonomo professionale per sopravvivere al periodo di riduzione delle attività e per progettare il futuro
professionale post Covid19.
La sospensione delle attività o la sua evidente riduzione obbliga, in questo momento, il professionista a
reinventarsi e a ripensare la propria professione in termini di innovazioni organizzative, di strumenti

lavorativi e di competenze. L’obiettivo della proposta è cominciare fin da subito a pensare al dopo Covid-
19 e anche a come il lavoro professionale cambierà finanziando innovazione e formazione.

La proposta mira a permettere a tutti i professionisti di accedere a nuovi strumenti di lavoro, a sistemi
digitalizzati, alla formazione e all’aggiornamento professionale, considerata l’unica efficace politica
attiva per veicolare innovazione e competenze.
Come anticipato, passato il periodo emergenziale, il professionista dovrà confrontarsi con un mercato
del lavoro mutato; il mercato professionale non sarà quello di prima e il professionista deve essere
messo in grado, fin da ora, di investire in nuove competenze e nuove tecnologie. Per questo innovazione,
e formazione sono per il libero professionista la leva della ripresa e rappresentano un investimento che
il lavoratore autonomo normalmente sostiene da solo; in questa situazione emergenziale è
fondamentale il supporto dello Stato per avviare una riconversione organizzativa e un nuovo modello
professionale. Con questo emendamento, al contempo, si dà ossigeno all’importante mercato della
formazione che potrebbe produrre anche nuove entrate per il fisco.
Si chiede pertanto di far accedere i lavoratori autonomi e le microimprese senza vincoli di fatturato
minimo o di dipendenti ai fondi per l’innovazione.
E per i professionisti afferenti al sistema forfettario o de minimi di poter dedurre i costi della formazione
in questo periodo di estrema urgenza.


PROPOSTA:
1) Deducibilità della formazione
Al fine di garantire misure di sostegno per i lavoratori autonomi intesi come persone fisiche
esercenti attività d’impresa, arti o professioni a cui si applica il regime forfetario di cui all’ articolo
1, comma 692, della legge n. 160 del 27 dicembre 2019 o il regime de minimi introdotto con Legge
244 del 24 dicembre 2007 e seguenti modifiche, che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica
da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso le proprie attività, per gli anni di imposta 2020 -2022
potranno dedurre integralmente le spese di formazione e aggiornamento professionale, entro il
limite annuo di 5 mila euro, tra queste spese sono incluse i costi per l'iscrizione a master e a corsi di
formazione o di aggiornamento professionale nonché' le spese di iscrizione a convegni e congressi,
nonché le quote di iscrizioni ad associazioni professionali, iscritte all’elenco del MISE secondo la
legge 4/2013, le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze,
orientamento, ricerca e sostegno all'auto-imprenditorialità anche rilasciate dalle associazioni
professionali iscritte all’elenco del MISE secondo la legge 4/2013.
2)Incentivi all’innovazione
1. per le micro imprese e i lavoratori autonomi afferenti alla Gestione Separata INPS sono stanziati per
progetti di innovazione e smart-working Euro 300.000.000 erogabili attraverso il Ministero
dell’Economia e delle Finanze.
2. Ogni Regione, a valere sulle risorse del POR FESR 2014/2020, istituisce un fondo per l’innovazione e
lo smart working per le micro imprese e i lavoratori autonomi afferenti alla Gestione Separata dell’INPS.

3) ELIMINAZIONE ACCONTI IVA E IRPEF e IRAP ANNO 2021


MOTIVAZIONE: Riteniamo urgente e prioritario per il libero professionista garantire la salvaguardia
della liquidità. È impensabile che in una situazione emergenziale in cui i fatturati sono di fatto bloccati
da gennaio e orientativamente lo saranno per i prossimi 8 mesi, si lascino inalterate le attuali forme di
imposizione fiscale, chiedendo al professionista di pagare importi che in termini finanziari sarebbero
insostenibili. I professionisti lavorano e fatturano organizzandosi secondo un circolo virtuoso, circolo
interrotto da questi mesi, lunghi, di inattività. Lasciando al professionista una maggiore flessibilità
finanziaria questo lo aiuterebbe sia per il normale sostentamento ma anche per investire in un sistema
reale i smart - working (ad oggi a totale carico del singolo professionista).


PROPOSTA: Per i soggetti che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio dello Stato
sono eliminati gli acconti IVA, IRPEF e IRAP relativi all’anno di imposta 2020”.

 


4)INCENTIVI PER LE MICRO-IMPRESE E I LAVORATORI AUTONOMI PER LA PERMANENZA SUL MERCATO


MOTIVAZIONE: La proposta mira ad incentivare le micro imprese e i lavoratori autonomi che,
rispettando le condizioni previste dalle norme relative a salute e sicurezza pubblica, riconvertono e non
interrompono completamente la loro attività, ma trovano ridotto del 30% il proprio fatturato. In questo
momento la riconversione delle modalità organizzative e la difficile permanenza delle attività e del
mantenimento di eventuali dipendenti è a carico esclusivo del professionista e delle microimprese.
Pertanto chi, riorganizzandosi e reinventandosi, mantiene l’assetto attuale del personale e non
interrompe la propria attività (registrando una considerevole riduzione del fatturato)e rinuncia all’
utilizzo degli ammortizzatori sociali previsti dal DL “Cura Italia” (CIGO/FIS/CIGD) per i propri lavoratori
dipendenti , ha diritto ad una riduzione di 10 punti percentuali dell’aliquota contributiva a carico dei
Datori di Lavoro per la durata per 12 mesi, e conseguente accredito della contribuzione figurativa per
il medesimo periodo in favore dei lavoratori interessati, proprio perché, trovandoci ormai in un sistema
puramente contributivo, non si intende penalizzare i lavoratori interessati nella loro futura capacità
reddituale pensionistica


PROPOSTA:
Alle micro imprese e lavoratori autonomi, che pur avendone i requisiti e le motivazioni di carattere
economico/finanziario, decidono di non utilizzare gli ammortizzatori sociali e le forme di sostegno al reddito di cui agli artt.27,28,29 e
30 del decreto Cura Italia ,viene riconosciuto, quale incentivo all’occupazione e permanenza sul
mercato :
a) la possibilità di ridurre il versamento dei contributi previdenziali di 10 punti percentuali
dell’aliquota contributiva a carico DL per la durata di per 12 mesi;
b) per il medesimo periodo è riconosciuta a favore dei lavoratori interessati la contribuzione
figurativa e i relativi oneri accessori.


5) DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INTERMEDIARI


MOTIVAZIONE: La presente proposta mira ad individuare un’apposita modalità di richiesta delle
indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 attraverso gli intermediari telematici e i professionisti
di cui alla legge 4/2013. Atteso che tale misura non comporta maggiori oneri per la pubblica
amministrazione, si ritiene strategico utilizzare la capillare rete territoriale degli intermediari
telematici e professionisti che si renderà disponibile anche con modalità telematiche, per evitare

assembramenti di persone. Si precisa che tale intervento non prevede oneri di natura economico-
finanziaria.

PROPOSTA: Le richieste di indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 possono essere presentate
dal contribuente stesso oppure avvalendosi degli intermediari telematici cui all’art. 3 commi 2, 2-
bis e 3 del DPR 322/1998 e dei professionisti aderenti alle associazioni iscritte all’elenco del MISE ai
sensi della Legge 4/2013 che includono tra le attività professionali la intermediazione, muniti di
apposita delega.


6)DISPOSIZIONI PER AGEVOLARE LE ISTRUTTORIE DELLE PRATICHE


MOTIVAZIONE: La presente proposta mira a realizzare un sistema agile e veloce nell’istruttoria delle
pratiche da parte degli intermediari, prevedendo la possibilità per coloro che hanno acquisito il mandato
di patrocinio in via telematica di poter procedere alla formalizzazione della pratica agli istituti
previdenziali, senza la formalizzazione cartacea ma solo digitale. L’attuale previsione, infatti, non tiene
conto della estrema difficoltà di gestione a fronte dei divieti di circolazione ed assembramento
attualmente in vigore. Inoltre, si rende necessario agevolare lo svolgimento delle attività ordinarie a
distanza. In considerazione dell’emergenza epidemiologica, si propone la possibilità di prevedere
l’acquisizione in formato digitale dei mandati in luogo degli originali così come delle dichiarazioni
sostitutive rese ai sensi del DPR 445/2000, e della documentazione necessaria all’espletamento delle
pratiche

PROPOSTA:
gli intermediari, in considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono acquisire, in
deroga alla normativa vigente e fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria, la
documentazione necessaria all’espletamento delle varie pratiche, ivi incluse le necessarie dichiarazioni
rese ai sensi del DPR 445/2000, in formato digitale. La scansione della suddetta documentazione sarà
ritenuta valida alla stregua di quella prodotta in originale.


7)SOSPENSIONE DEI TERMINI NEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI ED EFFETTI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI IN SCADENZA


MOTIVAZIONE: la proposta mira a sollevare da ulteriori difficoltà e/o impedimenti l’utente che, alla pari
della P.A., viene a trovarsi in una situazione pregiudizievole nel caso non riesca a rispettare tempi di
presentazione delle pratiche, ove previste scadenze obbligatorie per legge (Contratto di locazione,
depositi R.Imprese, ecc.”) o ad ottemperare a richieste di integrazione documentale per istruttorie in
corso. Adempimenti amministrativi questi che sono soggetti a sanzioni, sospensioni di attività, rigetto di
pratica e/o annullamento d’ufficio con relative sanzioni. Al momento l’articolo 103 è formulato per la
P.A. che potrebbe trovarsi nella condizione di non poter evadere pratiche in corso o adempimenti.


PROPOSTA: Ai fini del computo dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, di avvio,
endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di
parte o d’ufficio, ivi compresi quelli entro cui deve effettuarsi il deposito di atti, dichiarazioni e documenti,
pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo
compreso tra la medesima data e quella di 8 mesi dall’entrata in vigore della presente norma. Le pubbliche
amministrazioni adottano ogni misura organizzativa idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e
la celere conclusione dei procedimenti, con priorità per quelli da considerare urgenti, anche sulla base di
motivate istanze degli interessati. Sono prorogati o differiti, per il tempo corrispondente, i termini di
formazione della volontà conclusiva dell’amministrazione nelle forme del silenzio significativo previste
dall’ordinamento.


8)CREDITO D’IMPOSTA PER LOCAZIONE STUDI E UFFICI


MOTIVAZIONE: la proposta mira ad ampliare il campo di applicazione del credito d’imposta del 60 per
cento riconosciuto attualmente sul canone di locazione per il mese di marzo 2020 e per i soli immobili
rientranti nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe). Il credito d’imposta dovrebbe essere esteso
anche agli esercenti arti e professioni che, al pari degli altri, subiscono un esborso economico per le
locazioni pur avendo azzerato o fortemente ridotto il fatturato e le attività. Si propone di estendere la
previsione a tutti gli immobili strumentali all’esercizio dell’attività, anche se rientranti tra quelli ad uso
abitativo, poiché molti professionisti hanno la sede in immobili classificati nelle categorie destinate alle
abitazioni.
Si propone, inoltre, un’estensione temporale della previsione a tutto il mese di giugno 2020, ritenendo
assolutamente insufficiente la limitazione ad un solo mese, tenendo conto che prima di sei mesi non
sarà ragionevolmente possibile riprendere in modo ordinario le attività.


PROPOSTA: Estensione ai professionisti del credito d’imposta del 60% dei canoni di locazione, relativi
al periodo dal 1° marzo 2020 al 30 giugno 2020, di immobili, anche a destinazione abitativa,
strumentali all’esercizio dell’attività.


9)MISURE PER LA RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE PER LE PARTITE IVA IN REGIME ORDINARIO


MOTIVAZIONE: con il DL 3/2020 la Camera ha approvato il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori
dipendenti. Attuando una norma della Legge di Bilancio che ha stanziato 3 miliardi per il 2020 e 5 miliardi
per il 2021 per la riduzione del carico fiscale, estende la platea dei percettori dell'attuale 'bonus Irpef' di
80 euro che, quindi, viene abrogato a partire dal prossimo primo luglio; il bonus è riconosciuto
direttamente in busta paga, per un importo pari a 100 euro al mese, mentre per i redditi superiori, e fino
a 40.000 euro, è invece prevista una nuova detrazione fiscale. Mentre, quindi, per il lavoro dipendente
si è sentita la necessità di un intervento di riduzione del cuneo fiscale per aumentare il netto in busta
paga del dipendente, per i lavoratori autonomi, soprattutto in una situazione emergenziale in cui la
liquidità diventa lo strumento di sopravvivenza professionale, non è stato ancora previsto alcun
intervento significativo per iniettare denaro da investire nella ripresa. Una ipotesi di taglio del cuneo
fiscale per i lavoratori autonomi è percorribile equiparando le detrazioni per lavoro autonomo a quella
già prevista per i lavoratori subordinati, come disciplinate dall’art. 13 del DPR 917/86.


PROPOSTA: Ai professionisti a partita iva non rientranti nei regimi di forfait di cui alla Legge n. 160 del
27 dicembre 2019, si applicano le detrazioni di cui all’art.13 del DPR 917/86.

10)MISURE PER LA RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE PER LE PARTITE IVA IN REGIME FORFETARIO


MOTIVAZIONE: Per i professionisti rientranti nei regimi di forfait di cui alla Legge n. 160 del 27 dicembre
2019, la proposta mira a ridurre la percentuale del reddito presunto di 10 punti percentuali. In tal modo
si aumenta la percentuale dei costi riconosciuti riducendo la base imponibile.


PROPOSTA: Per i professionisti a partita iva rientranti nei regimi di forfait di cui alla Legge n. 160 del
27 dicembre 2019, la percentuale stabilita dall’all.4 articolo 1, comma 64 L. 23 dicembre 2014, n. 190,
viene diminuita di 10 punti percentuale.


11)MISURE PREMIALI PER I CONTRIBUENTI


MOTIVAZIONE: La proposta mira sostenere attraverso incentivi i contribuenti che decidono di
effettuare regolarmente i pagamenti delle tasse, imposte e contributi nonostante alcuni provvedimenti
governativi ne prevedano la dilazione a causa del COVID 19. I provvedimenti sino ad ora emanati hanno
riguardato esclusivamente forme di sussidio e supporto al reddito, mentre sarebbe opportuno
prevedere una forma di “primalità” per chi intendesse mantenere un comportamento virtuoso e di
solidarietà sociale eseguendo i pagamenti relativamente a imposte e tasse, iva e previdenza che
risulterebbero ossigeno necessario per le casse dello Stato.


PROPOSTA: Per i contribuenti che rispettano le scadenze fiscali e previdenziali non aderendo alle
possibilità dilazionatorie previste dai decreti di urgenza causa COVID 19, si riconosce un credito di
imposta del 10% sui versamenti fiscali e previdenziali effettuati nell’anno 2020.


12) PROROGA SOSPENSIONE RITENUTA D’ACCONTO SU COMPENSI PROFESSIONALI


MOTIVAZIONE: Il decreto Cura Italia all’art.62 comma 7 ha previsto la possibilità per i sostituti di
imposta che corrispondono compensi a professionisti di non operare la ritenuta di acconto ai sensi
dell'art. 25 e 25 bis del DPR 600/1973 per i pagamenti eseguiti dal 17 marzo al 31 marzo 2020. Si tratta
di una sospensione, perché la ritenuta andrà comunque versata dal professionista entro il 1 giugno
2020.La permanenza della situazione di emergenza non consentirà, ragionevolmente, al professionista
la possibilità di effettuare i versamenti previsti, essendo plausibile un primo segnale di ripresa delle
attività economiche non prima del mese di settembre. Riteniamo assolutamente necessario, pertanto,
estendere la possibilità volontaria di spostare i termini per il versamento, per garantire maggiore
liquidità e possibilità di investimento nella ripresa dell’attività.


PROPOSTA:I professionisti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio
dello Stato con ricavi o compensi non superiori a euro 400.000 nel periodo di imposta precedente a
quello in corso, per i ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra la data del 17 marzo e il 31
dicembre 2020 possono richiedere di non essere assoggettati alle ritenute d'acconto di cui agli articoli
25 e 25-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.600, da parte del sostituto
d'imposta.

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