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20171009 - CORRIERE DELLA SERA - Smart working, cos’è e come funziona, facciamo chiarezza

Dimenticate il telelavoro da casa: al centro del lavoro agile c’è il dipendente. Lo smart working è un cambiamento organizzativo. Passare dalla presenza fisica in ufficio al lavoro per obiettivi con un’evoluzione dei modelli di leadership

 

 

Con la legge sul “Lavoro Agile” (n. 81/2017) è stato istituzionalizzato in Italia lo smart working, la possibilità di svolgere il lavoro subordinato in modo flessibile lontani dai locali aziendali. Si applicherà anche alle pubbliche amministrazioni. Lo smart working si rivolge a professionalità di tipo impiegatizio o manageriale e si basa su tecnologie in mobilità come tablet e smartphone. Prevede inoltre che il dipendente svolga una parte dell’orario di lavoro fuori dai locali dell’azienda (mentre il resto del tempo lavora nel modo tradizionale).

Attenzione però: il lavoro agile non è un nuovo tipo di contratto di lavoro, ma solo una modalità di esecuzione del rapporto subordinato da eseguire in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Per dare il via a questo rapporto di lavoro “smart” serve un contratto scritto tra le parti: può essere a tempo determinato o indeterminato, ma sempre con la possibilità unilaterale del dipendente di recedere.

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