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Professionisti e Partite iva: le nuove tutele del lavoro autonomo

COMUNICATO STAMPA

 

Professionisti e Partite iva: le nuove tutele del lavoro autonomo

 

Roma, 8 Marzo 2016 – Il CoLAP ieri ha partecipato con una delegazione composta dalla Presidente Emiliana Alessandrucci, i vicepresidenti Giuseppe Montanini, Nicola Testa, Luciano Giorgetti i componenti della task force Giuseppe Bruni, Antonella Muto e Claudio Venturato e Saturno Sampalmieri, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il Prof. Tommaso Nannicini e il responsabile economico del PD Filippo Taddei, ad un convegno per discutere del Jobs Act del lavoro autonomo in discussione al Senato. 

Come già detto in più occasioni sebbene il CoLAP apprezzi e riconosca grande valore a quanto proposto nel testo collegato, non può non evidenziare l’esigenza di implementare provvedimenti capaci di incidere sulla competitività delle professioni. L’obiettivo del Jobs Act del lavoro autonomo deve essere, “una iniezione di competitività per il lavoro autonomo – dichiara la Presidente Alessandrucci – che riesca a incentivare l’apertura di nuove partite iva (incidendo sulla occupabilità) e maggiore accesso ai servizi professionali offerti dai lavoratori a partita iva (contributo al PIL). Il testo in tal senso dovrebbe essere migliorato”.

“In tema di tutele dobbiamo stare attenti – incalza la Presidente – a non trasferire tout court modelli dal lavoro dipendente al lavoro autonomo, in quanto, le stesse misure, per ovvie ragioni, risulterebbero inefficaci. Si pensi, per fare un esempio lampante, ai congedi parentali, un lavoratore autonomo non può certo permettersi di assentarsi per lungo tempo, in quanto ne verrebbero meno l’affidabilità e la continuità della prestazione con conseguente perdita di clienti, per conciliare meglio, pensare a indennità che permettono di lavorare e avere supporti per sostenere costi derivanti dalle esigenze di cura e poi è inutile produrre tutele se non riusciamo a liberare il mercato dove lavorare: prima il mercato poi le tutele, l’inverso sarebbe fallimentare”. 

“Abbiamo presentato un documento sulla competitività – spiega l’Alessandrucci – proposte concrete:

  • deducibilità per il cittadino dei costi dei servizi professionali alla persona,
  • accessi agevolati alla professione con aliquote previdenziali ridotte,
  • aliquote sostenibili nel presente e nel futuro, fisco equo e sostenibile,
  • sinergie tra associazioni e centri per l’impiego,
  • il ruolo delle associazioni nei processi formali di individuazione e validazione delle competenze. 

Filippo Taddei, responsabile economico e del lavoro del Pd, precisa - “il primo intervento è stato effettivamente fatto solo sul lavoro dipendente perché intendevamo investire sul capitale umano e abbiamo verificato che i rendimenti maggiori erano legati al lavoro dipendente”. Ora - prosegue Taddei - “ci occuperemo dell’altra parte del lavoro, l’avvio è già stato dato dall’art 2 della 81, il lavoro autonomo va pensato in maniera diversa dal lavoro dipendente”. Ci rendiamo conto – precisa - che siano necessarie tutele calibrate sulle caratteristiche di questo settore, per investire sul capitale umano, abbiamo proposto, ad esempio - conclude Taddei - interventi volti alla deducibilità dei costi della formazione, certificazione, certezza nei pagamenti, accesso alla Fse.

Tommaso Nannicini, preso atto del documento, ha affermato che la proposta impegnerebbe 40 milioni per il 2016 e 50 per il 2017, poiché i fondi non sono sufficienti, aggiunge, “si rischierebbe di fare un provvedimento parziale”. Siamo contenti però “che il mondo professionale abbia recepito bene questa nostra proposta di lavoro, perché questo è un provvedimento aperto consegnato al dibattito parlamentare e politico. Per i temi delicati della previdenza e fisco si potrebbe pensare ad una mini delega nell’estate”. Per quanto concerne l’equo compenso, invece, aggiunge: “non sono sicuro sia la giusta misura per la competitività”. Ottima, dice fermamente convinto e concludendo, la proposta Colap di semplificazione per rivedere i Codici Ateco. 

L’incontro di oggi - conclude l’Alessandrucci soddisfatta - “è stato utile, e questo approccio al confronto siamo sicuri che renderà migliore il provvedimento”.

#siamofiduciosi