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“Perché le idee sono come le stelle che non le spengono i temporali”

“Perché le idee sono come le stelle che non le spengono i temporali”

 

Il presente testo è l’intervento conclusivo di Emiliana Alessandrucci, Presidente del CoLAP, all’evento “Riparte l’Italia con la roadmap del CoLAP” tenutosi a Roma il 13 novembre 2015.

Ci accingiamo a chiudere i lavori di una mattinata intensa e proficua che ha arricchito sicuramente le nostre riflessioni, ma ho la presunzione di credere che abbia arricchito anche i nostri interlocutori; lo abbiamo detto molte volte abbiamo il coraggio e la competenza per saper proporre.

La road map che abbiamo presentato è un grande prodotto e lo è per diversi motivi:

Perché nasce da un lavoro comune, condiviso e partecipato dai Presidenti delle nostre associazioni. Il nostro modo di lavorare INSIEME è l’elemento che dà forza alle nostre idee. Incontrarci a Sabaudia nel mese di aprile e passare due intere giornate a confrontarci, discutere, ma soprattutto a fare la sintesi, è stata una esperienza fortemente formativa ed entusiasmante. Quello che rende la nostra road map unica, non sono solo le prestigiose proposte, che abbiamo ampiamente avuto modo di presentare e discutere ma il modo in cui siamo arrivati a formularle. Le Associazioni, ma nel particolare, lasciatemelo dire, IL COLAP, sono ancora un esempio di aggregazione sana, vivace e costruttiva. Da questa realtà sta emergendo un modo di pensare la cultura, la politica, le idee in grado di rompere gli schemi, e questa giornata deve esortarci a proseguire con entusiasmo nelle nostre attività, per essere fermento e stimolo, con la parola e l’esempio, per il mondo delle professioni, del lavoro, dell’impresa e dell’associazionismo.

La road map è importante perché…

 

 

Non è rivendicativa! Noi non chiediamo facilitazioni, non ostacoliamo innovazioni, non proponiamo politiche di parte. La nostra road map è una spinta altruistica per il nostro paese; vogliamo essere i PUSHER dell’innovazione per ritornare a crescere, ma soprattutto ad avere fiducia e speranza. Uno dei nostri hashtag è SIAMO FIDUCIOSI del resto “L’OTTIMISTA VEDE OPPORTUNITA’ IN OGNI PERICOLO, IL PESSIMISTA PERICOLO IN OGNI OPPORTUNITA’” i professionisti associativi non hanno mai smesso di credere che questo Paese si possa riprendere, e che per superare la crisi occorre cogliere le opportunità piuttosto che elencare i rischi e i danni che ha provocato.

Del resto Noi siamo abituati a farlo ogni giorno, ogni giorno anticipiamo il mercato, innoviamo, rafforziamo le nostre competenze con l’idea che è meglio contribuire al cambiamento che essere cambiati. La collaborazione che abbiamo creato con il Governo è nata con questo spirito e sta funzionando proprio perché ha questo spirito.

Il CoLAP 2.0, anche se qualcuno dice che siamo prossimi al CoLAP 3.0, pur dando priorità ai temi trasversali a tutte le nostre professioni, ha anche creato dei tavoli tematici presso Ministeri specifici: il Ministero della Funzione Pubblica, il Ministero della Salute e il Ministero dei Beni Culturali, in questi tavoli il nostro obiettivo è promuovere un mondo delle professioni qualificato, competente, ma anche onesto. Un mondo in grado di divenire un esempio per tutti e uno stimolo di miglioramento per le istituzioni. Oggi nella stabilità e nelle prime bozze del testo collegato vediamo che le nostre proposte si stanno trasformando in azioni concrete e siamo fieri di questo, orgogliosi di poter contribuire energicamente non solo alla ripresa del nostro paese ma anche alla costruzione di un’Italia diversa. La nostra idea di cambiamento è fortemente legata ai valori della trasparenza, della correttezza e della giustizia; le nostre proposte non sono MAI proposte che aiutano e supportano una sola parte, ma proposte che, anche a discapito di qualcuno, vogliono il bene del nostro Paese. Il timore che abbiamo leggendo alcune prese di posizione è che si pensi sempre a tirare l’acqua verso un mulino, quello di coloro che hanno diritti e privilegi acquisiti e che continuano a difendere fortini chiusi e protetti; le associazioni sono altro, fanno altro, Noi siamo in grado di formulare proposte giuste e corrette, ma soprattutto generose!! Cio’ che ci distingue è che Non vogliamo una riforma per NOI, ma la vogliamo per il Paese, non vogliamo dei privilegi ma dei provvedimenti giusti e lungimiranti che nel breve periodo possano risultare anche scomodi, ma necessari per riformare l’economia, la cultura, soprattutto quella politica.

Tocqueville diceva che il limite della democrazia è l’assenza di lungimiranza e il ricatto costante dell’elettorato. Ecco noi Vi stiamo proponendo un approccio nuovo, abbiamo bisogno di una classe politica e governativa audace, in grado di superare il limite della democrazia e di avviare investimenti e cambiamenti con una visione più ampia e certamente più rischiosa. Un esempio su tutti: quando ci è stato chiesto da alcuni amici politici se per esempio eravamo d’accordo a mantenere separati i redditi da lavoro dipendente o da pensione rispetto al cumulo per il regime de minimi abbiamo detto no! Sapendo di scegliere una soluzione che poteva nuocere alcuni dei nostri soci che magari hanno redditi da lavoro dipendente o da pensione e vogliono utilizzare il regime agevolato della partita iva! Abbiamo detto NO perché quel regime serve per agevolare chi si trova in situazioni di svantaggio, chi riesce a produrre poco e quindi poco può contribuire; a differenza di altre organizzazioni abbiamo detto NO ad un regime de minimi allargato, NO ad agevolazioni fiscali a chi percepisce altri redditi alti da lavoro, no al sistema distorto di aiutare tutti per poi non aiutare nessuno!

Noi non stiamo cercando la soluzione furbesca per non pagare le tasse NOI LE TASSE LE VOGLIAMO PAGARE! Invece proponiamo un sistema incentivante, equo e capace soprattutto di incoraggiare i giovani, le donne e chi si trova in una situazione di ricollocamento professionale. Quindi ci troverete sempre contrari a scorciatoie che ingannano l’economia, il paese e i cittadini. Dobbiamo fare un atto responsabile e capire e far capire che una economia a due motori non può resistere se vogliamo crescere veramente allora tutti devono poter crescere. E se la crisi ci chiede di rinunciare, di ricalibrare le nostre ricchezze, di riformulare le nostre aspettative vogliamo che tutti rispondano, è un atto irresponsabile e suicida quello di scaricare sul futuro i problemi creati dal passato. Questo fa del presente un tempo morto dove nulla accade. Il presente è dove le cose devono cambiare. Le prossime generazioni non possono divenire discariche dove lasciare problemi irrisolti, ingiustizie sociali, o buchi di bilancio; quello che si sta aprendo è uno scenario di conflitto sociale e generazionale e se non agiamo subito, le contrapposizioni saranno forti e implacabili.

Ovviamente faccio riferimento anche al sistema iniquo delle Pensioni che vede tutti schierati verso i privilegi acquisiti (anche la certezza dell’entità della pensione è un privilegio, noi non sapremo se ci andremo, quando ci andremo e quanto riusciremo a prendere!!) non si può toccare nulla, tutto pietrificato; tutti riconoscono le distorsioni avute ma nessuno ha il coraggio di porci un rimedio, tutti sappiamo che nel retributivo negli ultimi anni si alzava lo stipendio per poi avere più alta la pensione ma nessuno ha il coraggio di mettere in piedi un correttivo e gli orrori commessi saranno tutti sulle spalle delle nostre generazioni e su quelle dei nostri figli, noi andremo in pensione in età avanzatissima e con una percentuale intorno al 60-70% dello stipendio medio, stiamo costruendo una generazione di nuovi anziani poveri, uno Stato che non riesce a vedere questo è realmente vittima della propria miopia e di quella dell’Europa che fa si quadrare i conti facendoli però pagare a chi oggi non ha voce e non è presente, il futuro appunto.

Qui davanti abbiamo molti ragazzi che si stanno affacciando al mondo del lavoro, abbiamo il dovere di offrire loro la speranza: la speranza che potranno trovare un lavoro non solo che permetta loro di “portare il pane a casa”, come ha detto bene Papa Francesco, ma di essere creativi nel creare opportunità capaci di dare loro dignità! Abbiamo il dovere di creare opportunità professionali che possano realmente contribuire alla felicità e al benessere; il lavoro occupa più della metà della nostra giornata, non possiamo pensare di farlo senza coinvolgimento, passione, identificazione. Questi ragazzi e queste ragazze hanno diritto di credere e lottare per poter trovare un lavoro che produca non solo benessere economico, ma anche benessere personale, sociale, culturale! E se loro hanno il diritto di sperare noi abbiamo il dovere di mettere in campo delle azioni per trasformare queste speranze in realtà. Il CoLAP c’è!

E continuo ad elencare i motivi per cui la road map è un prodotto interessante…

Lo è perché propone un nuovo punto di vista. Abbiamo fatto esercizio di divergenza. Non è poi difficile pensare soluzioni nuove a problemi vecchi, basta spostarsi dalla fila e vedere le cose da un’altra angolatura, abbiamo creato confusione per poi ricostruire e ripensare. Quello che abbiamo subito per molti anni è stato nel migliore dei casi indifferenza e altre volte omologazione. Tutti i piccoli tentativi di concessioni derivavano da proposte che venivano importate senza nessun adattamento dal tradizionale mondo del lavoro dipendente. A NOI, AL PAESE SERVE BEN ALTRO E’ IL MERCATO CHE CHIEDE ALTRO, E QUESTO ALTRO VUOL DIRE IN PRIMIS ASCOLTO. I veri processi di cambiamento e di supporto avvengono attraverso l’ascolto delle problematiche e delle proposte di chi si fa promotore e rappresentante di un certo mondo. Troppe volte abbiamo subito iniziative e provvedimenti calati dall’alto e formulati da chi era troppo lontano dalle professioni e dal mondo professionale, oggi contribuiamo alla costruzione delle proposte e vogliamo essere ascoltati. Quanto annunciato dalla stabilità ci appare il risultato del nostro lavoro di dialogo e della capacità di alcuni di cogliere le proposte, anche se come dire c’hanno messo un po’!!! La stabilità parla di lavoro professionale, di lavoro autonomo e questo è il prodotto più evidente del nostro lavoro di divulgazione. Siamo stati caparbi e determinati e la forza delle buone idee può essere lenta, ma arriva sempre all’obiettivo!

Tutti voi professionisti seduti qui in platea, che avete lasciato il vostro lavoro, le vostre città, i vostri impegni per venire qui oggi a dare testimonianza attiva con la vostra presenza; sentitevi fieri del lavoro che fate e di aver liberamente scelto di entrare in questo mondo associativo, avete scelto la via più onerosa, più complessa e più faticosa ma anche la più entusiasmante, qualificante e premiante delle vie. Le associazioni professionali sono dei poli di eccellenza con cui veicolano competenze, innovazione, ma anche garanzie per l’utenza e per le istituzioni; la legge 4/2013 ci ha aperto molte possibilità e in due anni moltissimi passi in avanti sono stati fatti, le associazioni sono oggi forme aggregative floride, sane e in crescita perché in questi anni hanno lavorato per divenire credibili, affidabili e autorevoli. La legge 4/2013 deve rimanere il nostro faro e l’obiettivo è quello di promuoverla nelle nostre azioni legislative e di divulgarla presso le Istituzioni, i clienti e gli stakeholder. Il mercato professionale deve rimanere libero e competitivo, ma va dato al cliente lo strumento giusto per identificare il professionista qualificato riducendo pericoli di frode, incompetenza e anche truffe. Le associazioni sono dalla stessa parte del cittadino e dell’impresa nella battaglia agli abusivismi, alle totali deregolamentazioni, al mercato che così diventa far west. Le associazioni in questi anni, grazie anche alla preziosissima collaborazione con il Ministero dello sviluppo economico, hanno investito molto nei processi di rilascio dell’attestazione e hanno contribuito in maniera egregia e sostanziale alla implementazione del sistema di certificazione professionale secondo norma tecnica UNI.

Il lavoro da fare in ambito certificazione professionale è ancora lungo e la strada impervia, ma noi non ci arrendiamo, non ci siamo arresi quando eravamo soli a fare questa battaglia figuriamoci ora che la filosofia è ampiamente condivisa da un gruppo folto di rappresentanti delle professioni. Se prima eravamo soli a dare fastidio ora siamo in molti, e forse non ci vedono più come fastidiosi, ma anche come capaci di raggiungere dei risultati. Il CoLAP come sapete oltre ad essere come forma aggregativa, socio di UNI è da circa un anno socio di Accredia; fin da subito abbiamo cercato di far sentire la nostra voce e siamo sicuri di riuscire a dare un buon contributo per dare maggiore credibilità ad un sistema che ha vissuto troppo a lungo di autoreferenzialità. Qualcosa è cambiato e possiamo prenderci qualche merito.

Voglio ancora riflettere con voi su un tema che sovente mi viene posto e che io rifiuto sempre di affrontare nei dibattiti, mi si chiede spesso una posizione sul ruolo della donna nelle professioni e sulla conciliazione tra vita privata e professionale. Non amo rispondere a queste domande perché le si pongono ad una donna come se il problema della genitorialità, della cura dei cari e della rappresentatività nel mondo del lavoro fosse un problema solo femminile. Fino a quando questi temi saranno tratti da donne e per donne non risolveremo il problema. Una società che trascura le competenze distintive femminili che non è in grado di trasformarle in patrimonio culturale, professionale ed economico è una società che tende all’impoverimento degenerativo. Se poi la stessa società lascia alla donna l’onere e l’onore della genitorialità, tenderà ad isolare i padri dalle madri e dai figli. Una società civile in grado di crescere dovrebbe rispettare i tempi di vita delle persone tutte e valorizzare la libertà di scelta. Le politiche conciliative che inseriscono molta flessibilità per la donna hanno un effetto deleterio sulla occupabilità femminile e sull’avanzamento di carriera delle donne, se vogliamo pensare ad un vero welfare dobbiamo pensare a soluzioni che permettano alla mamma lavoratrice non di rimanere a casa quando e come vuole, ma di rimanere a lavoro, come l’uomo, avendo entrambi supporti per gestire le richieste familiari; uno stato sociale tutela la donna e il suo lavoro, in primis per la dignità e poi per convenienza perché perdere le competenze femminili è un danno che nessuno può permettersi di subire, ma non la tutelerà mai davvero se queste tutele generano nuove discriminazioni.

Il mondo delle associazioni professionali è ricco di donne e siamo anche un raro esempio in cui i ruoli dirigenziali sono spesso coperti da donne. Anche di questo vado fiera. Non perché si tratta di donne, ma perché siamo un esempio di meritocrazia dove tutti possono crescere e contribuire.

Ma soprattutto guardando i vostri volti, e quelli che incontro sempre numerosi alle assemblee delle associazioni a cui riesco a partecipare, mi sento fiera del lavoro che stiamo facendo insieme, fiera di esser da questa parte del paese, fiera e soddisfatta di aver scelto nel 2013 di avviare questa grande sfida che oggi si è trasformata in un grande amore sento l’esigenza di ringraziarvi tutti, per il costante sostegno che mi date, per il coraggio, per le energie, per la convinzione con cui mi date mandato di rappresentarvi e di essere la voce della vostra grande spinta propositiva, spero di non deludervi. Ma io non sono sola e questo rassicura voi e anche me, il CoLAP oltre ad avere più di 220 associazioni attive, partecipi ed energiche ha una classe dirigente generosa, produttiva, compatta e diciamolo particolarmente intelligente; il nostro consiglio direttivo è un consiglio direttivo VERO in cui si decide e si lavora affinché quanto deciso non resti solo su un verbale cartaceo; le riunioni sono sempre faticose perché ricche di confronti, di scontri e di proposte, ma alla fine abbiamo sempre la capacità di saper trarre insegnamenti e soluzioni. un grazie particolare va alla mia giunta a cui delego non poche “gatte da pelare” e voglio, se mi permettete ringraziarli personalmente grazie a Dario Ciampoli il tesoriere, che combatte con me per far quadrare i conti e procedere ad una costante spending review, a Luciano Giorgetti che è stato il promotore dell’incontro di Sabaudia da dove è nata la nostra road map, a Nicola Testa su cui conto sempre per condividere strategie, mettere in comune conoscenze, da cui ricevo tutti i venerdì una telefonata di riassunto della settimane che si chiude con “e adesso riposati Presidente”, a Lucia Fani la mia counselor, la parte diplomatica e paziente del gruppo, quella persona a cui puoi chiedere sempre e sempre riceverai un sì, a Giuseppe Montanini il mio vicario che come avvocato mi ha già difeso da varie querele o tentativi di querele per aver detto la verità , che è sempre presente con il pensiero, le proposte, ma anche con l’azione; è uno di quei colleghi che puoi far scendere in campo quando si è ai tempi supplementari e serve una punta creativa ma anche finalizzante. Siamo una squadra affiatata e appassionata, non priva di diversità e sempre pronta a discutere a confrontarsi per crescere.

Tutta questa meravigliosa giornata di oggi e tutto il nostro lavoro quotidiano non sarebbero possibili senza lo staff colap, donne straordinariamente generose, motivate e competenti che hanno trasformato questo loro lavoro in una missione, nella missione CoLAP, grazie Micaela di Natale, a Stefania Perrelli e a Valentina Romani, siete l’arco con cui il CoLAP può lanciare le sue frecce lontano.

Io ringrazio tutti voi, per l’esempio che mi date tutte le volte che vi incontro e per il valore che date al mio lavoro, vi ringrazio perché date forza e coraggio alle mie idee, vi ringrazio perché per voi io continuo a credere negli ideali di libertà e partecipazione.

Qualcuno non troppi anni fa cantava queste strofe:

Per il poeta che non può cantare

Per l’operaio che non ha più il suo lavoro

Per chi ha vent’anni e se ne sta a morire in un deserto come in un porcile

e per tutti i ragazzi e le ragazze che difendono un libro un libro vero così belli a gridare nelle piazze perché stanno uccidendo il pensiero

per il bastardo che sta sempre al sole

per il vigliacco che nasconde il cuore

per la nostra memoria gettata al vento da questi signori del dolore…

perché le idee son come le farfalle che non puoi togliergli le ali

perché le idee sono come le stelle che non le spengono i temporali!